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Zanetto di Pietro Mascagni Copyright © 2005/2008 Manuel Mensà - Tutti i diritti riservati Legge 31 dicembre 1996, n. 675 |
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Filmato di Pietro Mascagni
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Personaggi ed interpreti Silvia (Soprano) Manuel Mensà Zanetto (Soprano) Ottavia Sisti
Maestro accompagnatore al pianoforte M° Pietro Mariani
Direttore d'Orchestra M° Vince Tempera
Realizzazione costumi Atelier ModArte
Realizzazione scenografie Laboratorio Scenografico ScenArte
Fotografia New Foto Video - Faenza
Realizzazione Grafica Maria Laura Argnani
Informazioni e contatti lnpspettacoli@libero.it - Tel. +39 3405536799
LIBRETTO DELL’OPERA
Maledetto l'amor ! Non ho più lacrime
Son la crudel
signora
che ognuno adora ma l'ardore del bacio
non salì fino al mio core
Le silenziose
dispiegan l'ali
Viver così, senza un amore
Non mi ricorda un fiore Firenze splende laggiù lontana nel sereno e tende forse
lo sguardo al cielo un giovinetto per me
l'indegna !
Oh ! non isperi la sola disgraziata !
Cuore
come un fiore l'odi tu piccina bionda
Cuore v’è il dolore
par che il pianto si nasconda
Dolce è la melodia la voce tocca il cuor
Ma queste fole, io non l'intendo più
Le notti
estive ridono al viaggio Ama Firenze il suono del liuto
e la canzon d'amor ?
Oh, poveretto !
ed io che avevo in
uggia ed ospitalità debbo offrirgli ? Ma che ! Dorme di già.
Il silenzio i profumi della sera Un palpito novo m'agita il core Ahimè ! somiglia al sogno mio ! Su ! Destati
La bianca visïone che in sogno mi ridea.
Bambino ! solo un pallido raggio di stella l'occhio tuo vedea
No tu sei la bella realtà del mio sogno
questa voce divina
Son, se ti piace, un ospite sradita al viandante !
Grazie
Ho cenato tardi
Silvia, sii buona !
È l'amor tuo
funesto Ma, dimmi non potrò saper chi sei ?
Sono Zanetto un nomade suonator
mi diletto ogni dì nel cambiar d'aria e di
tetto
la barca rapida
in corsa ardita
e
in un sonetto chiudo le rime fulgide
E non
saranno rare
Tavolta sì
Ma se trovo in
paese
il mio liuto la cena è assicurata !
Firenze è la tua meta ?
Non sò
Se mai più florido
La strana fantasia la fortuna
Ma non
sognasti un giorno di riposo
tra i verdi
pampini
Sì qualche volta
Ma qual io mi sono e non mi piace delle famiglie disturbar la pace
Nè ti
fermasti mai se la fanciulla
Un bacio
e seguitavo la mia
strada
e la piuma del capello
L'augel di bosco non vuol gabbia !
Mai !
Chi sa che un giorno non t'alletti il nido !
No no ! L'amor mi fa paura Sai è così bello andarsene via
come le libellule libere !
Ma non
sarai felice
Quasi !
Ti guida dunque una speranza ?
Appena un sogno
Parla !
Io quì Potrei forse restare Senti
i pari miei
Pel mondo corsi fin'ora libero e giocondo
madonna bella lunge dai rumori del mondo
in mezzo ai fiori
mi son sentito solo ! quest'usignolo randagio ! Io resterei teco sempre d'accanto mi avresti
e col mio canto
Bambino ! Come il core mi sussulta !
Che è mai questo timore ?
udirlo delirante
Vuoi ?
Se voglio ?
Oh no, mai !
Madonna domandai troppo lo so ma vuoi ?
Saprà chi son domani
Anco una
volta
Non posso !
E perchè ?
Son vedova son povera e non posso ospitar poeti erranti
Uno scudier non hai ?
No !
Un paggio ?
No !
Io con un frutto desino !
Deh taci !
Ma...
Son
vedova
Ed io non
vò
È impossibile credi !
Dunque
per sempre addio
Che dice ?
Poi che
vani
Mio Dio !
Forse potrei entrar
fra i suoi
scudieri
Sarebbe
ritornato ! devo cacciarlo via ?
T'ho così
poco amica
È infame ma così volle il destino !
Ebben ?
Senti
bambino
La tua bell'anima
Ascoltami ! è perché t'amo
come un bambinello che si vuol salvare
E se poi quando olezza il novo aprile una giovinetta dagli occhi neri
e dai capelli d'oro
Ti obbedirò ma può darsi che Silvia sia calunniata.
Certo la ferita del povero tuo core ho
riaperto ! Un fratello amato un caro fidanzato
la Silvia t'ha rubato !
Immagini una cosa non vera
Va va... parti ! che tu rivolga lontano il piè
dall'intrapresa via ! io t'ho salvato ! Tutto è finito Ahimè ! se m'avesse scoperto
Partirò
te n'accerto
portando meco un
balsamo soave e sconosciuto
in qualche canto del tuo core hai provato
No, certo, e quest'anello ti ricordi di me.
Perdona... troppo bello
M'abbia
riconosciuto Ma che vuoi ch'io ti dia ?
Un
ricordo... non voglio l'elemosina Guarda il fiore che fra i tuoi splendidi capelli muore
Eccoti il fior prima che sia spuntato il dì morrà nella tua mano il candido fiore
ma la sua morte ti rammenti la mia sorte Addio !
O
madonna, di grazia e mi pare che di quì non ci sian più sentieri che portino alla gioja. Ho paura, di scegliere La mia buona ventura tu guidi scegli tu per me
Farò il cammino
E sia !... Dunque, di là, dove splende l'aurora ! Sia benedetto Amore, posso piangere ancora !
Sipario
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